A distanza di 1 anno...si percepiva già nell'aria, sul volto delle persone, nella lucentezza dei loro occhi. Stava arrivando notte, il sole stava scomparendo per lasciare che l'oscurità prendesse il suo posto e li aiutasse nella loro impresa. Sisitemata l'attrezzatura necessaria si cibarono avidamente bagnandosi la bocca con del vino, coricandosi nell'immediato per cercare quel riposo che li avrebbe poi aiutati durande il loro tragitto... ...giunsero anche gli ultimi componenti del gruppo. I volti stanchi ed assonnati ma al contempo complici si osservavano negli ultimi momenti di attesa. Erano le ore 2.15 del mattino e le ruote dei due mezzi cominciarono lentamente a muoversi per compiere la loro strada umida e piovosa. La determinazione nel riuscire era tangibile quanto la paura di non farcela, la paura di dover rinunciare ed arrendersi a qualcosa che non avrebbero mai potuto affrontare. E poi le avversità metorologiche, quell'incognita pesante come un macigno che avrebbero reso tutto molto più difficile, ma allo stesso tempo più eccitante, più adrenalinico, e questo loro lo sapevano... ...ad un anno di tempo esatto quel bosco si presentò nuovamente di fronte ai loro occhi sognanti, scuro, odoroso, e ruggente dei suoi inconfondibili suoni. Carichi della passata esperienza agirono rapidi e silenti guidando con sicurezza chi mai aveva affrontato tale percorso, portandosi verso l'obbiettivo senza incertezze. Le luci delle torce illuminavano i loro passi decisi, i loro calzari umidi e sporchi di fango, ma comunque bellissimi... ...una chiarore tremante li bloccò facendoli tacere, richiamandoli all'accortezza della situazione. Scrutavano e cercavano, al di là di quella scura recinzione che si ergeva massiccia a imponente di fronta ai loro sguardi attenti, cercavano chi era a caccia di sogni, di passione, di emozioni. Cercavano chi voleva vivere qualcosa di irripetibile... ...il fondo viscido e sfuggente li impegnava a muoversi leggiadri ed armoniosi lungo la cinta di confine, facendoli danzare al soave suono dei loro tocchi sulla ferrea muraglia. Oltrepassavano i più ardui valichi slittando e guizzando sinuosi, sfiorando delicatamente la natura che li circondava e li aiutava nel loro percorso, mutando le impracazioni in celestiali gorgheggi notturni... ...giunsero a quella che una volta fu la meta. Nessuna apertura, nessun cambiamento perimetrale che potesse far sperare in qualcosa di valicabile. Lo strano e surreale silenzio di quella parte di macchia, l'assenza di individui amici, li fece vacillare, ingannando la loro mente con pensieri di sconfitta. Decisero di continuare, incuranti dell'avvenire, con nuova e ritrovata determinazione... ...una luce, una speranza. Qualche angelo aveva dischiuso la cinta maledetta, proprio nel punto del non ritorno. Con occhi scintillanti osservarono al di là, respirando a pieni polmoni quell'aria elettrica e carica di emozioni. Decisero di irrompere. Con passo deciso il primo di loro entrò impetuosamente, esibendo veloci e fugaci mosse simulate per attirare l'attenzione, per cogliere il pericolo evitandolo al gruppo. Fu via libera, e penetrarono senza respiro attraverso l'angusto passaggio... ...i loro occhi fiammanti e sfavillanti di gioia catturavano tutto ciò che li circondava. Dopo il giusto e meritato ristoro vagavano appagati e gioiosi finalmente nel Circuito del Mugello... ...quell'atmosfera tremate, quell'aria improvvisamente immobile e carica, pronta ad esplodere di una energia surreale. Il tempo immobilizzato nell'attesa della detonazione. Il silenzio. Un gorgoglio potente e lontano, un crescendo impetuoso ed imperturbabile. E poi un boato, una deflagrazione furiosa e irrazionale li penetrò fendendo i loro corpi, risvegliando i loro sogni. Era tornata la MotoGP... ...sbronzi di emozioni ed ebbri di felicità soffirono e gioirono con Lui perdendo voce ed energie mai più riconquistate...
Il resto già lo conoscete..
Frasi tratte da: "Cazzo che faticata e che zozzumata, ma n'è valsa la pena, e come!" Atto II
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